"Festa al trullo", la black comedy spassosa e spietata di Chicca Maralfa con un'irresistibile parodia dei social






 “Chiara Laera, padrona di casa e mammasantissima della moda internazionale. In gioventù, modella famosa e ben pagata. Ormai da più di un decennio, fashion blogger e stylist editor di rilevanza globale. Tutto ciò che lei pensava, scriveva e postava sull’argomento, era l’equivalente del Verbo”.
Chiara Laera come Chiara Ferragni, forse un po’ meno sofisticata - durante l’attesissima festa al trullo non esita a fare un selfie con Nennella e Memena, le addette ai bagni nei cui volti ci sono solo rimpianto e nostalgia. Chiara sta riscrivendo la storia della sua terra, la Puglia. Lei è il futuro e la festa al trullo è un party grandioso nel suo C-Trullo (strepitoso e polisemico, il C-Trullo sta per “trullo di Chiara” ma leggendolo non si può fare a meno di sorridere) per lanciare il brand ciceri&tria di Vanni Loperfido, giovane e talentuoso stilista, anche lui originario di questa parte di Puglia. Chiara costruisce un set felliniano 2.0.  e la festa si preannuncia come l'appuntamento mondano più ambito dell’estate. Festa al trullo (Les Flaneurs edizioni, collana Bohemien) di Chicca Maralfa è una parodia spietata e spassosa dei giorni nostri: la vita riflessa nei selfie, nei social, nel voler apparire a tutti i costi e nel voler esserci (in uno scatto, in un evento, su Facebook…). Ambientato nella Valle d’Itria dove trulli e masserie fanno ormai da location stellate per eventi e per set cinematografici, Festa al trullo è una black comedy con una girandola di uomini e donne indimenticabili, caratterizzati spesso in maniera graffiante dalla penna originale della Maralfa.
“La vita di Chiara era un sogno, il suo e quello di quanti volevano essere come lei. Era riuscita a seminare dappertutto così tante tracce di sé da non aver bisogno di concepire un figlio che ne raccogliesse l’eredità: la moda era la sua creatura, il suo lascito, il suo più grande atto d’amore”.
Questo volume, tuttavia, è anche un concept editoriale: l’uscita del romanzo è stata infatti preceduta da un sito internet (www.festaltrullo.it) e da  una campagna teaser sui social dedicati (Facebook, Instagram e Twitter) che hanno creato curiosità e aspettative intorno all’organizzazione di una fantomatica festa in Valle d’Itria, un evento assolutamente glamour: “Nel sito i personaggi vengono raccontati come fossero protagonisti di una fiction, i luoghi in cui si svolge il romanzo diventano set paesaggistici che viene voglia di visitare, e le tradizioni e i piatti citati sono integrati in metatesti di approfondimento di quanto narrato. – spiega Chicca Maralfa nel sito - In un momento storico in cui il troppo tempo trascorso sui social allontana dalla lettura, gli stessi social, i loro linguaggi e contenuti sono stati usati per l’operazione inversa: riavvicinare alla lettura. Una sorta di rimedio omeopatico, un esperimento di promozione editoriale che ci ha molto divertito e speriamo diverta anche i lettori”.
Festa al trullo, in un’atmosfera surreale tra ulivi secolari minacciati dalla xylella, avrà un epilogo tragico… Lo stile della Maralfa è asciutto, la trama si apre spesso a provocazioni ma è, comunque, innegabile l’amore per la propria terra, la Puglia. L’autrice è nata e vive a Bari. Giornalista, è responsabile dell’ufficio stampa dell’Unioncamere Puglia. Si è laureata in Giurisprudenza per tenere contento suo padre e ha sempre scritto storie - mai pubblicate - fra cui, ai tempi del Liceo Classico, una biografia non autorizzata dei Rolling Stones. Appassionata di rock indipendente, ha collaborato per le pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno, i periodici Ciao 2001 e Music, Antenna Sud e Rete 4. Si è occupata anche di cronaca nera. È stata ideatrice del concorso internazionale di fotografia “Bariphotocamera”, insieme a Cosmo Laera, curando il catalogo edito da Federico Motta.
Viaggia spesso, è fan sfegatata della band americana The National. Ha una figlia femmina, Nicole, e due gatti maschi, Storm e Noel.
Rossella Montemurro

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